Jun 01

Bungee

Leggendo il post di Seth sulle Joint Ventures ho pensato a quante altre situazioni, nella nostra vita, si configurano a tutti gli effetti come JV e come sia spesso la componente J quella che fa andare tutto a remengo.

Il fatto che una persona non sia attratta dalla componente V è una cosa assolutamente comprensibile. La nostra cultura (quasi a livello mondiale) ci cresce per insegnarci che la paura è uno strumento utile a sopravvivere e quindi se non ci sentiamo pronti per una Venture, è normale… no problem.

A questo punto però entra in ballo la componente J, e quella, a meno che noi non si scelga di vivere una vita di eremitaggio, lontano da tutto e da tutti, beh quella non si può evitarla.

Tutto è J, dal rapporto che abbiamo con la nostra famiglia a quello con i nostri colleghi. Dal acquisto del giornale in edicola alla creazione di un impero automobilistico europeo (!?).

Nel lavoro la componente V è quella più irrazionale, quella che, ai segnali di paura che ci invia il cervello, risponde "chissenefrega" e ci fa andare avanti. Quella che non ci permette di vivere tutta una vita seduti in un cubicolo a fare un lavoro che non ci dona emozioni e soddisfazioni.

E qui le aziende dovrebbero interrogarsi sulla contraddizione con la quale chiedono ai dipendenti uno spirito imprenditoriale ma nello stesso tempo li allettano con stipendi a componente prevalentemente fissa e con messaggi di cultura aziendale pregni di idee anti-V come: "i dipendenti sono la risorsa più preziosa dell'azienda". La realtà, in Italia mitigata da leggi sul lavoro che offrono maggiori tutele (anti-V pure quelle), è che un'azienda per sopravvivere in un mercato sempre più aggressivo deve cambiare ed è giusto che lo faccia, anche se il cambiamento può significare togliere ai propri dipendenti la sensazione anti-V che il loro posto di lavoro è "sicuro".

Poi arriva la componente J e complica tutto. J vuol dire fare ognuno la sua parte per ottenere il miglior risultato. Quello che alcuni marketeer chiamano 1+1=3. Nella realtà parafrasando Seth, spesso accade che 1+1 faccia 1. E come quando entrate in un meeting per prendere una decisione e dopo ore di discussioni fatte più per accomodare le esigenze "politiche" che quelle di business, si decide che si deciderà in un nuovo meeting la cui data appare ovvio a tutti essere troppo lontana nel tempo per produrre un risultato utile.

E allora, forse, vale la pena di ripartire da V, dal proprio coraggio sperando che se 1+1=3 allora 1+0 potrebbe fare 1,5.


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