Mar 19
Sembrerebbe, leggendo gli ultimi annunci del Tesoro americano, che l’amministrazione del presidente Obama, mentre afferma il ruolo fondamentale che le piccole imprese avranno nel processo che ci porterà ad uscire dall’attuale crisi finanziaria, stia identificando le difficoltà delle piccole imprese nell’accesso al credito.
E se leggiamo i giornali e guardiamo i telegiornali, l’impressione che molti di noi ricavano credo sia in linea con quella americana.
Certo avere una linea di credito commisurata al business (esistente e futuro) è fondamentale per ogni azienda e forse ancora di più per chi sa, le PMI, che nessuno crea ammortizzatori quando si è a un passo dal fallimento.
Credo però che un imprenditore accorto non guardi di buon occhio l’incremento dell’indebitamento quando con lo stesso occhio vede le nuvole che si sono addensate negli ultimi mesi attorno al suo business.
Forse servono misure, da parte dei governi, che aiutino le PMI nella riduzione dei costi associati al fare business e incentivi che, senza incidere sull’indebitamento, favoriscano gli investimenti su modelli di business più competitivi.
Devo aggiungere che gli imprenditori con i quali ho avuto il piacere di parlare negli ultimi due mesi mi hanno sempre parlato del loro futuro, certo pieno di incognite, ma comunque segno che ne vedono uno.
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Nov 14
…fare blogging con un ipod touch mentre partecipo a un convegno con Chris Anderson come key-note speaker.
Qui le cose iniziano a rilento… Bla bla di mr. Fabris (bravo ma gia’ sentito)
Allora alcuni commenti sul tool che sto “provando”:
- la tastiera virtuale richiede un sacco di pazienza e una mira micidiale.
- niente bluetooth, quindi niente foto. Le aggiungero’ dopo
- tutto bene per il wifi (gentilmente offerto da Cisco… che e’ poi l’azienda per la quale lavoro)
Ok Chris e’ partito… manca solo Lele, ma e’ nella valley a San Jose’ per un overdose di know-how.
La long tail spiegata con l’esempio della
musica: niente piu’ top 10 che sincronizzano la nostra cultura (musicale).
Adesso ognuno ascolta quello che preferisce. La macchina mktg delle majors non puo’ farci nulla.
una bella rivincita per quelli come me che in quanto a gusti musicali non si e’ mai sentito “alla moda”. E allora evviva la long tail!!!
Torno al volo sul tool. Tutto sommato e’ Anderson che va fuori tema… Io sono perfettamente in tema con il mio blog.
Sto usando Blogger di google in modalita’ web. Problemino… non ho ancora capito come fare a evidenziare una parola, ergo non riesco a fare link. Anche questi mi tocchera’ aggiungerli off-line.
Chris e’ simpatico e spiega con un sacco di esempi, ma questo non vuol dire che iniziero’ a bere birra Redbridge solo perche’ fa parte della long-tail
… E poi c’e’ la Menabrea che dalla Long Tail e’ finita sugli scaffali della Esselunga.
Le mie dita reclamano un po’ di riposo. Lascio questo post con un quesito. Se gestire una long tail di prodotti altamente personalizzati ha senso per chi riesce a distribuirli prendendoli da tanti piccoli produttori, cosa devono fare le grandi aziende che sono sul mercato con pochi prodotti venduti in grandi quantita’? Rispondere “diversificare” la produziome o “fare acquisizioni” al momento mi sembra banale e gia’ risaputo. Quali sono le implicazioni organizzative del gestire la long tail?