Jun 12

Cds

Da sempre seguo con interesse le opinioni di Chris Anderson, editor in chief di WIRED. Leggere il suo articolo "The new New Economy" sul numero di Giugno di Wired fa bene alle sinapsi.
Nell'articolo la citazione del venture capitalist Paul Graham è illuminante: "It turns out the rule 'large and disciplined organizations win' needs to have a qualification appended: 'at games that change slowly.' No one knew till change reached a sufficient speed."
In Italia, paese di passanti ferroviari che impiegano 30 anni a diventare tali, credo che partiamo con un paio di metri di svantaggio. La tanto decantata capacità degli italiani di innovare, il made in Italy, la vivacità del tessuto imprenditoriale, la capacità di risparmio delle famiglie, la proverbiale prudenza delle banche, … sì è tutto vero, sono armi che l'Italia può usare per recuperare una crescita che i dati di maggio dicono non è ancora iniziata. Ma come ce la caviamo con i giochi nei quali le regole cambiano rapidamente? Lavorando in aziende che hanno in qualche modo fatto i loro mercati, mi sono sentito ripetere spesso che il modo migliore per vincere un gioco è essere quelli che le regole le fanno più che essere quelli che le regole le seguono. E' evidente però che i cosidetti shift di paradigma, quantum leap, la disruptive innovation oggi si esercitano comunque in mercati sovraffollati di venditori e disertati dai compratori. Credo però che questo sia il momento migliore per un azienda per sfuggire alla guerra dei prezzi con i propri competitors. In realtà questo è un momento nel quale c'è grande liquidità e gli investitori che sono usciti dalle borse nell'autunno scorso premono per rientrare. Certo per loro mettere soldi in qualcosa che se va bene farà l'1% meglio della media non è una gran prospettiva. Con un calo della produzione che in alcuni settori ha superato il 50% pochi vivranno sufficientemente a lungo per recuperare il danno a colpi di 0,5 punti all'anno. L'invito a creare nuovi mercati a basso livello competitivo è molto forte. Per chi conosce il modello di business del Cirque du Soleil è più facile intuire la cosa. Chi avrebbe pensato di investire in un business come il circo 25 anni fa? Il Cirque du Soleil non solo ha investito nel business circo, ha semplicemente stravolto le regole creando un nuovo mercato che non è in competizione con il circo tradizionale. Non a caso il loro attuale payoff è: "There has never been a better time to dream". Alla fin fine, dietro ogni azienda, dovrebbe esserci il sogno imprenditoriale di che l'ha creata (o di chi ne ha ereditato il timone) e quando ci si accorge che alcuni collaboratori non sanno quale sia il sogno o non lo ricordano più, beh … allora mandateli a uno spettacolo del Cirque du Soleil… magari poi torna loro la memoria.

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