Complice una moglie sempre più coinvolta nella rete ho abbandonato, non senza rimpianti, il MacBook Pro da 17 pollici. A lei serviva un nuovo desktop replacement che, volendo, si potesse portare in giro, a me un laptop meno pesante da portarmi sempre dietro senza troppi compromessi sulla potenza di calcolo e le features.
Devo ammettere che la mia recente passione per i netbooks deriva, oltre che dalla naturale passione per le novità, anche dal fatto che portarsi dietro il MBP da 17″ era diventata una fatica. Un anno di netbooks però non ha fatto altro che ribadire la mia convinzione che OSX sia oggi il sistema operativo che garantisce il meglio in termini di produttività.
Nel frattempo Apple aveva rilasciato il MacBook Air, vero inno alla portabilità. La tentazione era fortissima, il fascino del design così prepotente da farmi guardare con indulgenza alla mancanza di un lettore di dvd integrato. Quando però l’attenzione è caduta sulla batteria non sostituibile e sul limite a 2GB della ram, il MB Air è uscito dalla mia wish list.
E così è bastato un giorno dal lancio dei nuovi MacBook, per convincermi che il nuovo MB da 13 pollici era l’oggetto che aspettavo da tempo: la grafica anche se shared ha prestazioni di tutto rilievo, le dimensioni sono contenute ma il video ha una qualità e una risoluzione (1280×800) adeguata alla mobilità e può pilotare un video esterno con risoluzioni da art director. Il disco è capiente(250GB) e se serve, con 70-80€ può essere sostituito da un disco da 320GB a 7200 rpm a basso consumo energetico senza nessun impatto negativo sulla durata della batteria (5ore senza particolari settaggi). Manca la porta FireWire ( che io uso pochissimo) ma si può sperare che a breve si trovino in vendita a pochi dollari adattatori Giga-Ethernet/Firewire (teoricamente fattibile) per ovviare alla carenza.
Agiungendo che il core 2 duo a 2.4GHz svolge il suo lavoro egregiamente, ne esce un quadro estremamente interessante.
Se proprio devo lamentare un difetto, direi che per una macchina prosumer come il MacBook da 13″, non sarebbe male offrire un lettore di SD card integrato.
E così, da alcune settimane, me ne vado in giro con il nuovo MacBook da13 pollici. Se non altro, adesso, quando in moto piego in curva, non mi sento più trascinare dallo zaino verso il cordolo
Comunque anche i gioielli di Cupertino hanno i loro piccoli difetti. Il mio, ad esempio, come si vede nella foto, non ha il tasto con il punto e il duepunti, sfoggia invece due tasti entrambe dotati di virgola e punto e virgola: tristemente identici.



Pur lavorando in un area IT non mi capacito come mai non entri in testa a chi governa la parte hardware di andare oltre lo stereotipo che i prodotti targati OSX siano solo adeguati ipoteticamente ed eventualmente ad un area creativa.
Basterebbe andare oltre ai soliti HP e Dell per stimolare la mia produttività aziendale, aprire in me nuovi orizzonti lavorativi ed aumentare notevolmente il mio commitment verso chi mi paga lo stipendio… un MacBook 13″ aziendale non sarebbe male